Questo osservatorio mensile raccoglie e mette in relazione notizie, dati e segnali su ciò che si muove intorno al tema della salute mentale, articolandoli in sei punti di osservazione su quanto accaduto nel mese appena trascorso — (1) infanzia e adolescenza; (2) indagini e dati; (3) politiche pubbliche istituzionali e partecipative; (4) sfide e problemi aperti; (5) cultura, opinioni, società (6) focus Roma e Lazio — e in uno spazio conclusivo dedicato ad appuntamenti e sviluppi attesi per il mese successivo.
RASSEGNA TEMI E NOTIZIE DICEMBRE 2025
Nel mese appena trascorso spiccano alcuni snodi importanti: l’approvazione del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025–2030 (PANSM) e il rilievo crescente del tema psicologo di base; segnali di pressione sull’età evolutiva (accessi in emergenza e fenomeni connessi all’autolesionismo e all’ambiente digitale); l’attenzione a linguaggio e cultura della salute mentale (informazione responsabile e alfabetizzazione); e, sul piano locale, iniziative su servizi, prevenzione e lavori di organismi partecipativi nel Lazio.
Infanzia e adolescenza
Dicembre offre diversi segnali utili per leggere cosa sta succedendo nell’area “giovani e salute mentale”, soprattutto sul versante dell’urgenza e dell’accesso ai servizi.
A Torino viene riportato un dato che colpisce per intensità: l’aumento degli accessi in pronto soccorso per motivi psichiatrici tra i minorenni e, insieme, la maggiore frequenza di quadri clinici impegnativi (agitazione, ideazione suicidaria, ansia acuta, disturbi alimentari). È un indicatore interessante perché sposta l’attenzione dal solo “disagio diffuso” alla domanda che arriva in emergenza. Dettagli in Mentelocale (4/12). Analoga emergenza viene segnalata dal GR3 del 16/12: un adolescente su cinque soffre di problemi psichiatrici, il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani tra 15 e 24 anni e, e le consulenze urgenti che arrivano nel P.S. del Bambino Gesù a Roma sono aumentate del 500% tra il 2013 e il 2025.
In parallelo l’autolesionismo viene descritto come fenomeno meno episodico e più presente, con un intreccio crescente tra vulnerabilità individuali e ambiente digitale: la questione, qui, è soprattutto di prevenzione e di strumenti di intercettazione precoce (scuola, famiglie, servizi). Sintesi in TuttoSanità.
Un altro elemento emergente riguarda il lato economico, questa volta dagli Stati Uniti: dal 2011 il raddoppio della spesa sostenuta dalle famiglie per disturbi comportamentali e supporto psicologico in età 6–17 anni segnala una domanda che spesso si traduce in ricorso al privato, con effetti prevedibili sulla disuguaglianza di accesso. Approfondimento: Sanità Informazione.
Sul piano istituzionale, la fragilità emotiva e psicologica dei minori entra anche in un passaggio formale di indirizzo e raccomandazioni da parte della Commissione bicamerale Infanzia e adolescenza, che contribuisce a consolidare il tema come priorità pubblica: Corriere Roma (3/12).
Indagini e dati – Italia, Europa, Mondo
Dicembre restituisce un quadro utile soprattutto in merito a tre dati quantitativi complementari: quanto investiamo in Salute Mentale, quanta domanda emerge e dove si rivolge quella domanda quando i servizi non intercettano in tempo.
Un primo elemento riguarda le risorse: OsservaSalute 2025 viene ripreso per ricordare che la spesa italiana per la salute mentale resta contenuta (indicata attorno al 3,5% della spesa sanitaria complessiva) e che, tra i giovani, risultano in crescita ansia, disturbi dell’umore e disturbi alimentari. La lettura è in AgenSIR (18/12).
Un secondo elemento riguarda la percezione sociale del bisogno: in Piemonte un sondaggio (Istituto Piepoli, commissionato dall’Ordine degli Psicologi regionale) segnala una quota ampia di cittadini che dichiara preoccupazione per la propria salute mentale, con picchi tra i più giovani e con solitudine/isolamento tra i fattori più frequentemente richiamati. È un dato interessante perché descrive la domanda prima ancora che diventi “presa in carico”. Sintesi in TorinoCronaca.
Il terzo elemento riguarda la pressione sui servizi sociali: a fine mese Sky TG24 (28/12) riprende dati CNEL diffusi a novembre che mostrano una crescita degli utenti dei servizi sociali comunali e forti differenze territoriali nella spesa e nell’offerta. Dentro questo quadro, la salute mentale entra in modo indiretto ma decisivo: quando aumentano fragilità economiche e sociali (povertà, esclusione, dipendenze, disagio abitativo), cresce anche la probabilità che il disagio psicologico diventi cronico o intercettato tardi, e che la “porta” di accesso sia più spesso il welfare locale.
Nel mese compaiono infine anche micro-sondaggi e segnali “di clima” (ad esempio sul rapporto tra ansia, stigma e difficoltà a parlarne), utili come termometro culturale più che come statistica: SalernoToday.
Politiche sanitarie pubbliche, governance e partecipazione
Dicembre è segnato da un passaggio istituzionale rilevante: a fine mese è arrivato il via libera da parte della Conferenza Stato-Regioni al Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025–2030 (PANSM), presentato come cornice per riorganizzare l’assistenza “di prossimità”, rafforzare i DSM e rendere più omogenee le risposte territoriali. La ricostruzione dell’impianto e delle priorità (territorio, continuità di cura, integrazione col sociale, prevenzione) è in Quotidiano Sanità, con rimando anche al report della seduta in Conferenza Unificata (29/12).
Sul piano delle risorse, diverse letture mettono in evidenza stanziamenti pluriennali e l’intenzione di legare parte dei fondi a obiettivi misurabili (con una quota esplicitamente orientata a prevenzione/promozione): una sintesi “di sistema” è in LaPresse (30/12), mentre il collegamento con la manovra viene ripreso nelle cronache su Quotidiano Sanità – Manovra.
Dentro questo quadro, il tema dello psicologo di base assume un rilievo particolare: viene letto come una domanda “matura” e trasversale, che il PANSM contribuirebbe a consolidare a livello nazionale. In questa chiave si collocano sia le posizioni del CNOP (che insiste sulla necessità di rendere strutturali prevenzione e presa in carico precoce, accompagnandole con risorse continuative) in AgenSIR (29/12), sia le esperienze regionali già in corso: ad esempio la Toscana, dove i numeri dello “psicologo di base” vengono presentati come misura utile di intercettazione precoce in Agenziaimpress, o la Puglia con annunci di rafforzamento distrettuale in Borderline24 (1/12).
Accanto alle decisioni nazionali, dicembre è ricco di segnali territoriali che mostrano come le politiche si “materializzano” in organizzazione di servizi: a Bologna viene presentato un nuovo spazio dedicato ai giovani con disturbi psicopatologici acuti (come risposta strutturata al bisogno emergente) in AUSL Bologna; In Umbria, alla salute mentale viene dedicata una due giorni che la elegge ad asse strategico del nuovo Piano socio-sanitario regionale.” ANSA Umbria (18/12); in Lombardia una delibera di Giunta viene richiamata come intervento organizzativo su sicurezza/gestione in SPDC in Il Gazzettino Metropolitano (28/12).
Sul piano dei profili organizzativi emerge un dibattito tecnico nei DSM in merito all’eventuale accorpamento dei servizi dipendenze con quelli di salute mentale, scelta ovviamente non neutra, con possibili rischi di perdita di specificità e problemi di governance dei percorsi. Una ricostruzione del confronto è in MondoSanità.
Il mese evidenzia anche quanto la governance sia inseparabile dalle criticità operative: il caso di Livorno (suicidio in SPDC e reazioni su sovraffollamento/carenze) riporta al centro il tema di continuità col territorio e condizioni di reparto, in Il Tirreno (28/12) e Il Tirreno (29/12).
Sul fronte partecipazione, prosegue la spinta per una rete pubblica psicologica: la campagna “Diritto a stare bene” viene rilanciata come proposta di sistema in HuffPost (11/12) e nelle cronache territoriali sulla raccolta firme in La Stampa (13/12); mentre in Toscana si ribadisce l’importanza di strumenti di valutazione partecipata dei servizi, con coinvolgimento diretto di utenti e familiari, in Quotidiano Sanità – Toscana.
Sfide e problemi aperti
Dicembre concentra diverse questioni “di sistema” che restano aperte anche dopo l’approvazione di piani e stanziamenti: qualità della presa in carico, confini tra innovazione e scorciatoie terapeutiche, integrazione tra ambiti, sicurezza e continuità.
Un primo nodo riguarda l’intelligenza artificiale applicata al supporto psicologico. Da un lato cresce l’uso (o quantomeno la curiosità) verso strumenti digitali e chatbot; dall’altro, nel dibattito pubblico si consolidano posizioni critiche sul rischio di scambiare un’interazione automatizzata per psicoterapia o per presa in carico. Il tema viene trattato sia in chiave netta (“pessima idea” come sostituzione della terapia) in Facta, sia in chiave più progettuale e regolatoria (quali standard minimi, quali cautele, quali obiettivi realistici) in Il Sole 24 Ore – InfoData (29/12).
Un secondo nodo, legato alla carenza di personale e alla crescita della domanda, riguarda il cosiddetto task shifting (ossia redistribuzione delle mansioni): l’idea che interventi base di aiuto e supporto possano essere svolti anche da figure non specialistiche, in quadri guidati e supervisionati. La discussione viene ripresa con riferimento all’apertura dell’OMS verso interventi dei non-specialisti, come possibile leva di accesso laddove i servizi non riescono a coprire i bisogni: Quotidiano Sanità – Lettere.
Il terzo nodo è clinico-organizzativo e riguarda le terapie e l’appropriatezza: nel mese circolano aggiornamenti su opzioni farmacologiche (ad esempio antipsicotici long-acting e impatto su aderenza/ricadute) e su filoni di ricerca orientati alla diagnosi precoce, che alimentano un dibattito più ampio su cosa portare davvero a sistema e con quali criteri. Spunti: PharmaStar e ANSA (5/12).
Salute della mente – cultura, opinioni, società, lavoro, città
A dicembre il tema “salute mentale” emerge anche fuori dai perimetri sanitari, come questione di linguaggio pubblico, immaginari, condizioni di vita e lavoro: cioè come cultura, prima ancora che come cura.
Un primo filone riguarda il modo in cui se ne parla. L’articolo “Parliamo troppo di salute mentale?” osserva che l’espressione viene utilizzata con accezioni molto diverse: dalla sofferenza clinica che richiede presa in carico, al benessere generico, fino alle etichette identitarie con cui si prova a dare un nome a esperienze personali. Ne deriva un rischio: se tutto viene riportato nello stesso registro, la normalizzazione può aiutare a ridurre stigma e silenzi, ma può anche finire per confondere piani diversi e rendere meno visibile la sofferenza più grave. Approfondimento: Appunti.
Dentro la stessa cornice si colloca il tema del linguaggio dei media. Il vademecum per giornalisti promosso da Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e DSM ASL Roma 2 viene richiamato come strumento pratico di alfabetizzazione: indicazioni per evitare stigma e stereotipi, distinguere correttamente tra termini (disturbo, disagio, condizioni), usare fonti competenti e trattare con cautela il rapporto tra salute mentale e cronaca/giustizia. Presentazione: SaluteMentale.net, con accesso diretto al PDF ODG.
Nel mese compare anche un segnale culturale apparentemente laterale, ma utile per la “grammatica emotiva” soprattutto dei più giovani: Internazionale Kids (n. 76, 17/12) dedica un articolo ai sogni, descrivendoli come uno spazio in cui emozioni e memoria si riorganizzano e come occasione per riconoscere stati interiori e trovare parole per raccontarli. È una lettura divulgativa che, senza pretendere di fare clinica, si inserisce nel tema più ampio della consapevolezza emotiva e lla prevenzione.
Sul piano delle condizioni materiali, emerge il filone del lavoro di cura come fattore di rischio: il carico emotivo e organizzativo dell’assistenza (formale e informale) viene descritto come terreno fertile per stress, burnout e peggioramento del benessere psicologico, con implicazioni per prevenzione e tutele. Spunto: Lavorofacile.
Infine, si conferma la presenza di iniziative e riflessioni che trattano la salute mentale come tema di cittadinanza e diritti – non solo come questione clinica – attraverso presentazioni e dibattiti pubblici (ad esempio sul rapporto tra politiche sociali e salute mentale): Fondazione MAMRE.
Focus Roma e Lazio – Politiche, territori, partecipazione
Nel Lazio, dicembre combina alcuni passaggi concreti su servizi e territorio con momenti di partecipazione organizzata.
Sul fronte dell’offerta, il mese si apre con la comunicazione della riapertura della comunità terapeutica di via Sabrata (ASL Roma 1), presentata come tassello di potenziamento della rete riabilitativa sul territorio romano: ASL Roma 1 (1/12).
Il 2 dicembre si è tenuto a Roma il convegno ItOSS presso l’Istituto Superiore di Sanità, appuntamento di riferimento anche per il filone salute mentale perinatale e determinanti psicosociali della salute: Epicentro/ISS – ItOSS (2/12).
Il 3 dicembre il tema della prevenzione è tornato al centro attraverso un’iniziativa tenutasi presso il Consiglio regionale dedicata ai primi livelli di intercettazione e supporto del disagio psichico: “La prevenzione precoce in salute mentale: gli interventi del DSM della ASL Roma 1” (Prevenzione precoce)
All’interno dell’articolazione degli organi partecipativi istituiti nel Lazio (a livello regionale, comunale, dipartimentale), nel mese si segnalano i lavori di alcuni di essi. La mappatura non è esaustiva, ma indica un terreno importante: conoscere meglio attività e decisioni di questi organismi, favorire sinergie partecipative tra livelli (Regione–Comune–DSM), e contribuire a far sì che la salute mentale venga sempre più riconosciuta e praticata come bene comune.
- 4 dicembre – Consulta cittadina per la salute mentale (Roma): l’ODG include un’informativa sugli Stati Generali della Salute nel Lazio (18–19 novembre), aggiornamenti sul PANSM, riferimenti a iniziative su salute mentale e giustizia (27–28 novembre) e un punto su iniziative della Commissione Sociale del Comune di Roma relative a strutture/servizi (tra cui il tema della Comunità terapeutica Urbania e aggiornamenti sulle strutture).
- 12 dicembre – Consulta DSM ASL Roma 1: l’ODG prevede tra gli altri punti considerazioni sugli Stati Generali della Salute nel Lazio, aggiornamenti sugli immobili del DSM e proposte operative per il 2026.
Infine segnaliamo che nel mese è stata diffusa una denuncia sullo stato di psichiatria e neuropsichiatria infantile nel Lazio, con criticità organizzative e di risorse riportate a livello locale: LatinaTu.
AGENDA GENNAIO 2026 – EVENTI INIZIATIVE APPUNTAMENTI
Italia
- 15 – 17 gennaio, Bergamo: Convegno Nazionale “SPDC in Rete”. Un appuntamento cruciale per i professionisti dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) per discutere dell’organizzazione e dell’integrazione dei reparti ospedalieri con il territorio (riferimenti)
- 29 gennaio – Bologna: Conferenza regionale sulle dipendenze “Verso il Piano Dipendenze della Regione Emilia-Romagna” (riferimenti)
- 29 gennaio – Abano (PD): presentazione del libro “Psichiatria da protagonisti” con un taglio su esperienza, partecipazione e cultura dei servizi (riferimenti).
- 31 gennaio – Reggio Emilia: “Insieme per guarire – Incontri per la salute mentale” iniziativa territoriale/comunitaria (riferimenti)
